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POLITICA AI · AI ACT ART. 50 · L. 132/2025

Citazione o rifiuto. Registro firmato. Inferenza interna dedicata

Lemnia si rifiuta di rispondere quando la fonte manca. Ogni interrogazione lascia traccia in un registro firmato BLAKE3 e ogni documento esportato porta un manifest C2PA e una marca temporale qualificata europea (European Trust List, eIDAS), in conformità all'art. 50 dell'AI Act dal 2 agosto 2026. La citazione obbligatoria si applica a tutti i pacchetti, sia strict, come sollecito, preventivo e perizia, sia hedged, come il dossier cliente.

PRINCIPIO 01

Citazione o rifiuto.

Ogni frase che usa dati aziendali è ancorata a una fonte. Quando la fonte manca o non è accessibile a chi interroga, Lemnia non risponde: dichiara di non avere evidenza sufficiente e mostra cosa manca. La non-risposta è una risposta corretta, non un errore.

Il controllo è esplicito: la risposta viene scomposta in affermazioni elementari, ognuna verificata contro le evidenze recuperate e contro il grafo aziendale; ciò che non risulta ancorato viene rimosso prima di mostrare la risposta. Le affermazioni rivolte all'utente, le strutture dei dati e le fusioni canoniche sotto la soglia di 0,90 di confidenza passano da revisione umana prima di diventare verità.

PRINCIPIO 02

Ogni interrogazione e ogni risposta lasciano traccia firmata.

Ogni interrogazione entra in un registro delle elaborazioni in sola aggiunta, sigillato crittograficamente voce per voce: data e ora, installazione, operatore, testo della domanda, percorso di recupero, fonti citate, testo prodotto ed etichetta del profilo del modello usato. Il registro vive dentro l'installazione del cliente, non nella piattaforma condivisa.

È esportabile e firmato, con marca temporale qualificata europea (eIDAS) sui documenti generati. Soddisfa l'obbligo di registro dei trattamenti dell'art. 30 GDPR e lo standard probatorio richiamato dal Tribunale di Siracusa 338/2026.

PRINCIPIO 03

Inferenza interna e dedicata. Nessun dato verso modelli esterni.

L'elaborazione canonica dei dati del cliente — lettura dei documenti, costruzione del grafo, report, dossier, risposte attendibili — usa inferenza interna su risorse dedicate al singolo cliente. Lemnia non dipende da fornitori di modelli esterni per nessuno di questi passaggi.

Sul dispositivo, profili locali gestiscono velocità e riservatezza dove il beneficio è chiaro: cattura audio, instradamento, redazione preliminare, triage notifiche, bozze locali e rilevamento dei follow-up. Trascrizione canonica, costruzione del grafo e risposte attendibili restano nell'istanza cliente salvo profili edge esplicitamente validati. Al cliente sono visibili soltanto etichette di profilo — Standard, Alta qualità, Edge, Offline — mai i nomi o i dettagli tecnici dei modelli interni.

PRINCIPIO 04

Deterministico per default. Il modello dove serve, non ovunque.

Il modo di esecuzione predefinito è una pipeline deterministica con il modello usato come strumento vincolato: prevedibile, veloce, verificabile. Ricerca standard, report curati, bozze e percorsi a bassa latenza restano deterministici.

I passaggi di ragionamento più aperti — una ricerca ambigua su più fonti, una domanda nuova senza schema applicabile — usano profili di qualità superiore solo quando sono davvero più adatti, e mai sui profili Edge a bassa latenza, dove l'accuratezza non basterebbe a renderli affidabili.

PRINCIPIO 05

I dati dell'azienda non addestrano i modelli di Lemnia.

I dati del cliente non vengono mai usati per addestrare o valutare i modelli di Lemnia. Le decisioni di disambiguazione prese dentro un'installazione restano confinate a quella installazione: non esiste flusso di dati tra clienti e nessun miglioramento del modello si propaga da un cliente all'altro.

Prima di promuovere un profilo del modello servono prove: ogni valutazione è italiano-first e registra esiti, citazioni, errori e costi. Nessuna promessa di qualità precede l'evidenza.

ANCORAGGIO NORMATIVO

Garante Provv. 474/2025 + Trib. Siracusa 338/2026.

Due decisioni italiane definiscono la posizione difensiva per l'IA generativa nei contesti operativi: il Garante Provv. 474/2025 (sanzione per uso di IA generativa senza fonti verificate) e il Tribunale di Siracusa 338/2026 (colpa grave ex art. 96 c.p.c. per la citazione di precedenti generati dall'IA e mai esistiti).

Lemnia parte dall'interpretazione esplicita che, in Italia, l'unica posizione difendibile è citazione obbligatoria, elaborazione interna e dedicata, e registro firmato. Questa politica rende quella posizione un impegno, non uno slogan.

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